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Adempimenti

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Adempimenti


Con questa lettera consegnatami il 19 novembre 2003, inizia la mia si fa per dire inizia la mia " avventura ", il mio comune, San Maurizio Canavese, (TO) mi invita a contattare l' A.R.P.A. (Azienda Regionale Protezione Ambientale) perche' non risulta presentata istanza formale presso l' A.R.P.A. stessa per ottenere parere sanitario sulla mia installazione antenne ad uso Radioamatoriale, con un termine di 10 giorni dalla notifica del documento e fornire allo stesso comune in merito a quanto mi e' sara' segnalato.

Con questa seconda del lettera consegnatami il 28 gennaio 2004 il mio comune, San Maurizio Canavese, (TO) mi invita dopo proprio intervento presso l'ARPA a contattare la medesima per ottenere parere sanitario sulla mia stazione Radio Amatoriale, interpellata l' ARPA mi si dice di fare richiesta presso l' ARPA stessa di elenco documentazione necessaria ai fini di ottenere tale parere sanitario.

Qui' di seguito in 3 pagine e' la risposta dell' ARPA in quanto a documentazione necessaria per ottenere il parere sanitario sulla mia stazione Radioamatoriale.

a metà Luglio 2004 ho inviato tutta la documentazione richiestami dall ARPA in merito ad ottenere parere sanitario sulla mia stazione Radioamatoriale, praticamente una domanda per banda usata completa di schede tecniche compilate di cui facsimile qui' sopra e completate dai relativi diagrammi di irradiazione banda per banda come richiesti.
A distanza di 3 settimane in attesa di una risposta vengo a conoscenza che "FINALMENTE" e' passata in Regione la legge N. 19 del 3 Agosto 2004 che ci riguarda tutti noi Radioamatori, esonerandoci da oggi in poi dall' obbligo di fare  richiesta di parere sanitario riguardante una stazione Radioamatoriale, rimane pero' l' obbligo di denunciare la presenza di una stazione Radioamatoriale al Comune di residenza, all' ARPA ( Agenzia Regionale Protezione Ambientale ) e al CORECOM ( Comitato Regionale per le Comunicazioni ), devo dire che nel mio caso essendo stato interessato personalmente ho ricevuto questa notizia con notevole soddisfazione, anche se egoisticamente parlando ho speso dei quattrini ma va bene cosi', meglio tardi che mai, ora anche il Piemonte come pochissime altre Regioni Italiane con questa legge si e' fatta chiarezza sul problema dell' inquinamento a radiofrequenza, in particolare nei confronti di noi Radioamatori, ringrazio tutti chi mi hanno aiutato in questo frangente, dal nostro segretario di sezione (Rivarolo Can.) IZ1DBU Gianfranco,
IZ1DSJ Giacomo per l' aiuto tecnico datomi, al Presidente ARI Regione Piemonte I1JQJ Mauro, al Sig. Mantovan dell' ARPA sez. di IVREA per le delucidazioni e a tutti i colleghi di sezione di Rivarolo Canavese per il supporto morale, a tutti un sentito grazie.


Legge Regionale n.6 del 23/01/1989

D.P.G.R. n.1/R del 14/04/2000


Riflessioni Personali e non solo
( vedesi volumetto publicato dall'ARI in merito all' elettro smog )

Premettendo che noi radioamatori siamo regolarmente autorizzati ad operare in conformita' alla vigente legge e in possesso di patente di operatore e di licenza per installare ed usare un impianto Radioamatoriale, concesse dal  Ministero delle Poste e Telecomunicazioni;   la legge cui fa' riferimento il documento D.P.G.R.  n1/R  del 14/04/2000 e' una legge Regionale in quanto a tutela sanitaria e ambientale ed e' una  variante alla legge n.6 del 23/01/1989 in materia di Teleradiocumunicazioni, noi Radioamatori non risultiamo ne annessi ne esclusi da tale legge, cosi' come non risultano annessi o esclusi servizi di primaria importanza vedi Vigili del Fuoco, Ambulanze, Ospedali, gli stessi Comuni, per non parlare della Protezione Civile, risultano peraltro esclusi le Forze di Polizia ed i Carabinieri, questo mi pare ovvio, nel documento sono chiaramente menzionate invece le stazioni trasmittenti radiotelevisive e telefonia mobile, questo lo si vede molto bene andando a esaminare i vari articoli ed in particolare l' allegato da compilarsi a cura del titolare o legale rappresentante dell'apparato per Radiocomunicazioni,e da inviare all' A.R.P.A. si chiede una serie di dati tecnici che non collimano con il nostro uso radioamatoriale, es. antenne fisse, potenze fisse in KW, una precisa frequenza, trasmissioni continuative 24 su 24 ore, etc, noi invece  usiamo antenne direzionale e rotanti, non usiamo svariati KW ma 500 watts massimi e variabili da 0 a 500 W, non usiamo precise frequenze ma molte bande dalle onde corte 1.8 Mhz alle microonde, ( in cui se vogliamo sono  trasmissioni saltuarie compatibilmente con il tempo libero e perlopiu' in SSB, poco utilizzo della FM e praticamente non utilizzo dell' AM, secondariamente la nostra percentuale di trasmissione in confronto al tempo trascorso in radio credo che si possa stimare in un 5/10 %, facciamo molto ascolto, dove altresi' molti di noi siamo anche muniti di una licenza di Radioascolto SWL, come nel mio caso, anche questa rilasciata dal Ministero delle Telecomunicazioni, pur se non obbligatoria per chi abbia gia' ottenuto la patente e relativa licenza.
Concludendo a riprova nell' interesse generale e a mio personale e modesto avviso la legge andrebbe riveduta e corretta, da fonti certe  nell' ambito Regione Piemonte si e' a conoscenza dell' imminente varo di una legge correttiva nei nostri confronti (e sicuramente anche verso altri servizi vedi Vigili del Fuoco, Ambulanze, Ospedali, gli stessi Comuni, vedi Protezione Civile etc, in quanto neanche loro erano esclusi a priori), si prospetta appunto una esclusione da questa legge Regionale sulle norme inquinamento da onde elettromagnetiche, speriamo bene!.


Qui' sotto e' la mia email inviata all'ARI con richiesta di chiarimenti e informazioni.

----- Original Message -----
From: enricorobetto To: i1byh@ari.it Cc: it9zgy@ari.it ; i2sg@ari.it ; is0ruh@ari.it ; i2mqp@ari.it Sent: Sunday, November 23, 2003 6:34 PM Subject: adempimenti
Egregio Sig. Presidente
e.p.c. Pietro Marino, Gianfranco Sabbadini, Ruggero Manenti, Mario Ambrosi

sono il socio Enrico Robetto IK1MNJ, le scrivo in merito ad un problema che mi sta succedendo, ho ricevuto dal mio comune di residenza una lettera ( vedere in allegato ), nel quale mi si dice non risulta essere presentata all' A.R.P.A nessuna istanza formale al fine di ottenere parere sanitario sul mio impianto radioamatoriale, non mi risulta che noi radioamatori dobbiamo adempiere a questo, ho cercato su internet le leggi regionali menzionate nel documento ( vedere anche in allegato)
1) non menzionano assolutamente i radioamatori
2) si parla di telefonia, trasmissioni radio e tv commerciali
3) si parla di impianti fissi, con potenze fisse e continue fino ad un massimo di 48 ore
4) si parla di frequenze fisse, e quant' altro, e ricordando che noi siamo in possesso di patente e licenza per operare e installare una stazione ricetrasmittente, mi pare palese l'evidenza che questa legge non sia applicabile a noi radioamatori, es. nella stragrande maggioranza usiamo antenne direttive e orientabili, usiamo molte frequenze, usiamo potenze variabili, usiamo la SSB etc, tutte cose che non collimano con questa legge regionale piemontese e credo che piu' o meno sia lo stesso anche le altre regioni, purtroppo il tempo stringe in quanto devo presentare  entro 10 giorni dalla notifica di questo documento, in merito a quanto segnalato dall' A.R.P.A., io ho telefonato all' A.R.P.A di Ivrea competente per la nostra zona, ho parlato con il Sig Mantovan Mauro che tra l'altro e radioamatore anche lui (IW1FCP non so' se socio ARI) ho cercato di spiegare la situazione senza ottenere nulla, ma solamente di presentare loro ( e per conoscenza al mio comune) domanda per ottenere elenco documentazione necessaria per ottenere tale parere sanitario visto che le cose sono tante, saro' in grado io di farlo senza appoggiarmi a uno studio tecnico ?. Non so' che pesci prendere, di qui' l'invio di queste email se interessando la mia associazione, nella speranza che possa chiarire e darmi un aiuto a risolvere la mia situazione, non so se ci sono altri precedenti al riguardo, per ora la ringrazio e saluto cordialmente .

                                                                                                                                 in fede Enrico Robetto IK1MNJ



Qui' sotto la risposta del presidente ARI da me' interpellato con una email ricevuta il 4 dicembre 2003

Caro Enrico,
tu mi stai ponendo un problema per la cui soluzione mi è molto difficile intervenire.
Con l'emanazione del Decreto 381, le Regioni sono state investite a suo tempo del compito di legiferare in materia di inquinamento elettromagnetico, adeguando quanto disposto dalla Legge nazionale alle peculiarità del proprio territorio.
Trattandosi di leggi regionali, sono stati attivati tutti i Comitati Regionali affinchè si rendessero parte diligente per ottenere dalle rispettive Regioni ogni possibile agevolazione nelle fasi di preparazione delle leggi regionali.
Posso dirti che nella mia Regione, mi sono occupato personalmente della cosa, ed il problema per noi OM è stato risolto con una comunicazione al Sindaco dei diversi Comuni ed una all'ARPAL in carta libera, segnalando l'esistenza di una stazione radioelettrica presso il domicilio del titolare regolarmente autorizzato, operante sulle frequenze radioamatoriali autorizzate nei limiti della potenza stabilita dalla legge.
Non sono a conoscenza di quanto abbia fatto ed ottenuto il C.Regionale Piemonte, ma sono certo che rivolgendoti al Presidente della tua Sezione lo stesso sarà in grado di dirti come è stato risolto il problema e cosa hanno fatto gli altri radioamatori a superare la situazione, oppure come si siano comportati nel caso abbiano ricevuto richieste analoghe alla tua.
Considerando che la legge esiste ormai da tempo, non capisco poi come hai fatto ad esercitare l'attività sino ad oggi,senza preoccuparti di regolarizzare la posizione.
Concludendo quindi l'aiuto che cerchi può esserti dato solamente in ambito locale, anche alla luce di quanto hanno fatto gli altri tuoi colleghi.  Augurandoti una felice soluzione del tuo problema, ti invio cordiali saluti.


                                                                                                                                              Alessio Ortona I1 BYH




Qui' e' la risposta del presidente del Comitato Regionale ARI Piemonte  Mauro PregliascoI1JQJ da me interpellato

A.R.I.
Associazione Radioamatori Italiani
Comitato Regionale
Piemonte e Valle d'Aosta
Il Presidente

Prot.: COP.A07.03
Ai Sig. Enrico Robetto, IK1MNJ

p.c. Al Sig. Presidente
Alessio Ortona, I1BYH
p.c. Al Sig. Vice Presidente
Consigliere Delegato ai Rapporti con i CC.RR.,
Pietro Marino, IT9ZGY
p.c. Al Sig. Segretario Generale
Ruggero Manenti, IS0RUH
p.c. Al Sig. Vice Segretario Generale
Mario Ambrosi, I2MQP

OGGETTO: Radioamatori e inquinamento elettromagnetico: situazione normativa.

Caro Enrico,
ti ringrazio per avermi cortesemente fatto partecipe del tuo messaggio e-mail del 23 novembre, congiuntamente alla risposta del Presidente Ortona, I1BYH del 4 dicembre c.m. Pur comprendendo il tuo stato d'animo, la risposta del Presidente Ortona è coerente con quanto previsto dai nostri Regolamenti. Infatti l'Art.6.1 del Regolamento di attuazione, circa i «Rapporti con la Pubblica Amministrazione», stabilisce che «Il Consiglio Direttivo dell'A.R.I. cura a livello nazionale i rapporti con gli Enti Pubblici e Privati, specialmente con i Ministeri tutori dell'attività radiantistica. Per il raggiungimento di tali scopi il Consiglio Direttivo può delegare uno o più dei propri componenti od incaricare uno o più Soci, coadiuvati, se necessario, anche da esperti».
La nostra Associazione ha da sempre prestato la massima attenzione alle problematiche connesse all'inquinamento elettromagnetico generato da stazioni radioamatoriali, operando tanto verso la Pubblica Amministrazione, portando le nostre osservazioni nelle giuste sedi, quanto verso la base, offrendo la massima informazione possibile.
Fra le più qualificanti iniziative credo importante ricordare la realizzazione di un'apposita pubblicazione, intitolata «Perché iRadioamatori non concorrono all'inquinamento elettromagnetico», fatta pervenire, con un'adeguata lettera di accompagnamento, a tutti i Deputati e Senatori della Repubblica, relativa alla posizione dei radioamatori in materia di compatibilità elettromagnetica, nonché il CD Rom «SoftwARI», dove sono stati raccolti - con impegno e professionalità - un gran numero di documenti e
informazioni sulle normative che interessano la nostra attività.
In particolare sul CD Rom «SoftwARI», che dovrebbe essere disponibile presso ogni Sezione, i nostri Soci possono consultare (e stampare): • Decreto Ministeriale n.381 del 10 settembre 1998 - Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici). • Documento sulle «Linee guida applicative» elaborato dal Gruppo di Lavoro
Interministeriale, di cui al Decreto del Ministero dell'Ambiente 2 giugno 1997, al fine di favorire una uniforme applicazione del Decreto Ministeriale 381/98.
• Legge Regione Liguria - Integrazione L.R. n.18 del 21 giugno 1999, sulla tutela dell'inquinamento elettromagnetico.
• Circolare del Ministero delle Comunicazioni del 21 dicembre 1999, sulle
verifiche delle stazioni radioamatoriali da parte degli organi di controllo.
• Nota del Ministero delle Comunicazioni del 27 gennaio 2000, sulle norme di
tutela e salute pubblica dall'inquinamento elettromagnetico.
• Legge n.36 del 22 febbraio 2001 - Legge quadro sulla protezione dalle
esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
Qualora non l'avessi ancora visionata, ti consiglio di consultare anche la nuova documentazione in materia di inquinamento elettromagnetico che Ambrosi, I2MQP ha recentemente inserito sul sito Internet dell'Associazione (www.ari.it).I rapporti con le Autorità Regionali della P.A. rientrano invece nella sfera delle competenze dei Comitati Regionali, così come stabilito dall'Art. 6.2 del Regolamento di attuazione, circa i «Rapporti con la Pubblica Amministrazione» - «I Comitati Regionali, costituiti a norma dell'Art. 50 e seguenti dello Statuto Sociale, provvedono con analoga normativa nei propri regolamenti, per quanto attiene ai contatti con le Autorità Regionali della Pubblica Amministrazione,secondo le direttive impartite dall'A.R.I. ed esercitano la rappresentanza a livello regionale. Secondo le disposizioni dei Comitati Regionali, i Presidenti delle Sezioni A.R.I., costituite ai sensi degli artt. 50 e seguenti dello Statuto Sociale nei capoluoghi di provincia, manterranno i rapporti, di norma, oltre che con i propri Comuni, con le Autorità Provinciali. Analogamente i Presidenti delle altre Sezioni li manterranno con le relative Autorità Comunali».
In tal senso il nostro Comitato Regionale, unico fra tutti ad essere impegnato contemporaneamente su due fronti (Regione Piemonte e Regione Valle d'Aosta, la prima a Statuto Ordinario, la seconda a Statuto Speciale), ha cercato sin da subito di instaurare tavoli di confronto con gli Enti interessati.
La serietà e la competenza degli interlocutori, supportata dalle argomentazioni di cui sopra, ha indotto la Regione Piemonte a inserire nel proprio disegno di Legge Regionale n.756 («Disciplina in materia di impianti radioelettrici per telecomunicazioni e radiotelevisivi») al comma 4 dell'Art.3 - Campo di applicazioni: «La presente Legge non si applica agli apparati per i radiocollegamenti dei radioamatori».
Il testo, regolarmente presentato dalla Giunta Regionale, è stato licenziato con parere positivo dall'apposita Commissione e trasmesso al Presidente delConsiglio. Sfortunatamente tale disegno di Legge, facilmente consultabile sul sito Internet della Regione (www.regione.piemonte.it), per ragioni che esulano dalla nostra volontà o possibilità di intervento, non è ancora diventato Legge.
Come ebbi modi di spiegarti telefonicamente, non escludo che in sede di approvazione possano emergere problemi tali da indurre il legislatore a penalizzarci rivedendo alcuni punti ora a noi favorevoli; in tal caso la nostra azione sarà quella di proporre nelle giuste sedi, nei tempi e nei modi di rito,una mera dichiarazione di inizio attività.
Ti confermo, inoltre, che già nella riunione di sabato 29 novembre u.s. mi sono fatto carico di significare al neo Consiglio Direttivo Regionale la tua particolare situazione. Alla luce di ciò il C.D.R. ha concordato una serie di azioni a tutela dei Soci piemontesi.
In particolare si è stabilito di contattare i competenti Uffici della Regione Piemonte per conoscere le ragioni per cui l'iter burocratico dell'approvanda Legge Regionale sull'elettrosmog non è ancora stato perfezionato. Se sarà necessario chiederemo un nuovo incontro, con tecnici e politici, per individuare una nuova strategia operativa, eventualmente evidenziando che la vigente Legge n.36/01 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici assegna agli Organi periferici del Ministero delle Comunicazioni, competenti per territorio (Ispettorati Territoriali), il compito di accertare il rispetto delle condizioni tecniche imposte negli atti di concessione, verificando in particolare che la potenza irradiata (mediante controllo, in prima approssimazione, sulla potenza di uscita e sul sistema di antenna) sia quella assentita nei suddetti atti.
Tale disposizione, in combinato con la nota di chiarimento del Ministero delle Comunicazioni sui criteri di verifica delle stazioni radioamatoriali da parte degli organi di controllo, potrebbe esserci di notevole aiuto, qualora dovessimo nuovamente ridiscutere quanto già approvato in Commissione.
Il C.D.R. ha inoltre ritenuto opportuno verificare se fra i nostri Soci è possibile individuare un Legale disposto a prestarci la propria consulenza, soprattutto per quanto attiene alle normative regionali, nonché portare nuovamente l'intera questione all'attenzione dei Presidenti delle nostre Sezioni già in occasione della prossima Assemblea Regionale, invitandoti ad intervenire per esporre direttamente quanto ti è accaduto.
Rimanendo nello spirito di una costante linea di collaborazione, ti auguro i migliori 73, de

                                                  Torino, 5 Dicembre 2003
                                                   Mauro Pregliasco, I1JQJ

                                                                     

 
 
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